Canapa light, parliamo dei benefici

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Effetti sedativi e rilassanti, in grado di alleviare dolori e infiammazioni producendo, nel contempo, una sensibile riduzione dell’ansia, degli attacchi di panico e dello stress, favorendo e coadiuvando il riposo notturno.

 


 

Osannata, criticata, osteggiata, talvolta denigrata ma in ogni caso sdoganata, in Italia, con la legge 242 del 2 dicembre del 2016, entrata successivamente in vigore il 14 gennaio del 2017, che per la prima volta ha ammesso, nel nostro Paese, la coltivazione delle piante di canapa con THC oscillante dallo 0,2 al 0,6 % per la produzione di alimenti, cosmetici, materie prime biodegradabili e semilavorati innovativi.

 

Canapa Light, le differenze tra Cannabis Light e terapeutica

Una normativa che non ha posto nessun riferimento all’uso ricreativo della Cannabis Legale con la conseguente quanto inevitabile giungla di informazioni false o spesso fuorvianti reperibili con estrema facilità praticamente ovunque. Un vuoto che di certo ha generato non poca confusione ma che allo stesso non ha impedito la diffusione capillare del fenomeno.

Ma andiamo per gradi, partendo da un assunto: allo stato attuale non esiste nessuna legge italiana che vieta la possibilità di fumare la «Marijuana leggera» così come non esiste nessuna legge che possa impedire di fumare il basilico, la salvia o addirittura il rosmarino. Una bella lotta, dunque.

Ma al di là del simpatico accostamento culinario cerchiamo di individuare quelli che posso essere i benefici derivanti dall’assunzione di «Cannabis Light». Il cannabidiolo, oppure CBD che analizziamo in questo articolo, presente all’interno della cannabis è un composto dagli effetti sedativi e rilassanti, in grado di alleviare dolori, infiammazioni producendo, nel contempo, una sensibile riduzione dell’ansia, degli attacchi di panico e dello stress, favorendo e coadiuvando il riposo notturno.

Ovviamente, la «Cannabis Light» non deve essere confusa con la «Cannabis terapeutica», detta anche FM-2, utilizzata in modo esclusivo in ambito sanitario e da assumere sotto stretto controllo medico. Sebbene le caratteristiche legate al sapore e all’odore della variante «leggera» non siano dissimili da quelle della marijuana vera e propria, a fare la differenza è il basso quantitativo di TCH compensato da notevoli dosi di CBD. La versione light ne contiene un quantitativo che può variare dall’8 al 15 per cento. La percentuale di principio attivo contenuta nella versione light della marijuana è compresa tra lo 0,2 e il 0,6%. Valori così bassi impediscono alla sostanza di produrre effetti stupefacenti.